Perchè esistono i sistemi giuridici a regolamentare la vita sociale

Alcune domande da porsi prima di cominciare:

 

Se il fine di un sistema organizzato è il bene di chi ci vive, perché la manifestazione degli effetti del sistema che stiamo vivendo non mostra benefici per l’umanità?

Perché gli effetti del sistema giuridico non manifestano serenità diffusa invece di paura?

Non è fra gli scopi del sistema giuridico la generazione di regole che promuovano e sostengano la convivenza armoniosa di tutte le parti della società?

Perché generano orizzonti di incertezza continua invece che di ordine generativo? Perché il funzionamento del sistema giuridico è sconosciuto ai più?

Perché le “regole” che dovrebbero promuovere e sostenere la convivenza non sono chiare, semplici, comprensibili, interiorizzabili?

 

E ancora, con uno sguardo un po’ più ampio:

A chi si riferisce la legge?

Chi è tenuto ad osservarla?

Per il bene di quale comunità? In riferimento a quale “bene”?

In quale prospettiva evolutiva viene dato senso a questo “bene”?

La legge può obbligarmi a contribuire ad una prospettiva evolutiva diversa da quella che sento dentro di me?

A quale legge risponde il “dentro di me”?

 

Alcuni indizi rinvenibili nelle leggi di alto grado, quelle internazionali poste a tutela dei diritti fondamentali, ci mostrano che effettivamente le radici delle leggi statali, i principi enunciati dai trattati internazionali, alludono ad un sistema di regole create per promuovere e rispettare, proteggere l’essere umano, la sua natura e la sua capacità espressiva, paiono tutelare quegli spazi di manifestazione che permetterebbero all’essere umano e all’ambiente intorno a lui di con-vivere, co- operare, evolvere nell’abbondanza.

 

E di nuovo, si scopre che al centro degli ordinamenti giuridici c’è “non già un individuo astratto ma la persona concreta”, e tutti gli ordinamenti impongono di creare le migliori condizioni per il “pieno sviluppo della persona umana”.

 

E poi cos’è successo?

 

Che tutto quello che sentiamo come Esseri Umani essere un diritto naturale, cioè esistente in sé, parte della natura umana, è stato trasformato e racchiuso nel diritto positivo, posto cioè in essere dall’uomo e rivolto alla regolamentazione delle relazioni, in primis quelle commerciali e via via ha cominciato a regolamentare la relazione dell’uomo con il resto dell’ambiente che lo accoglie finendo per regolamentare per legge la sua vita stessa (obblighi sulla propria salute, obblighi sul modello di insegnamento e apprendimento, obblighi sull’espressione di sè, obblighi sulle forme di scambio, obblighi sull’esplorazione spirituale, obblighi della coscienza manipolata, obblighi sul rispetto dell’ambiente, oltre ai divieti in tutti questi e altri ambiti ancora.)...

 

Ed ora bisogna cominciare a tradurre in giuridiche (linguaggio inventato dal sistema giuridico) quel che natura ha dato in forma evidente e sensibile: dalla Legge Naturale al linguaggio giuridico del Diritto Positivo.

 

La Legge Universale Naturale e le leggi

Il Diritto Naturale è il complesso di norme non scritte, preesistenti, considerate universali e necessarie che fanno parte del patrimonio etico, morale e spirituale di ogni individuo o comunità. Si tratta, in linguaggio giuridico, del diritto alla vita, alla libertà ed alla proprietà, unitamente al diritto al nome, all’identità personale e alla famiglia.

 

Quando indichiamo i Principi che fondano le giurisdizioni stiamo nominando qualcosa di vicino, ma già riformulato, alla Legge Naturale. Per esempio il Principio dell Dignità della Persona Umana, il Principio di Responsabilità Morale, il Principio di Non Maleficenza (non danneggiare altri) complementare al Principio Res Inter Alias Acto Neque Nocet Neque Prodets (ciò che è stato negoziato tra alcuni non nuoce e non giova ad altri) oppure il Principio di Autodeterminazione (che in sanità corrisponde al principio secondo cui nessun trattamento sanitario può essere compiuto o proseguito in difetto del previo ed esplicito consenso manifestato dal soggetto interessato. Il diritto dell’Essere Umano a decidere in piena coscienza e libertà per ciò che lo riguarda) o quello riferito all’autodeterminazione dei Popoli (principio di non ingerenza divenuto alla base dei rapporti internazionali per limitare le ingerenza di uno stato nel territorio di un altro).

 

Una prima trasmutazione della Legge Naturale avviene proprio nella formulazione dei Principi fondanti e subisce poi ulteriori manipolazioni nel modo in cui gli ordinamenti nazionali interpretano il rispetto di tali principi nella propria giurisdizione interna, infatti di solito tutto ciò non coincide con il Diritto Positivo che è emanato dal legittimo organo legislativo dello Stato.

 

Il Diritto Positivo tratta quindi dell’insieme delle norme vigenti e dei precetti che in un dato momento storico rappresentano l’ordinamento giuridico statale. Il Diritto Naturale è gerarchicamente sopra al Diritto Positivo che, magicamente, nella maggioranza dei casi va nella direzione opposta alla Natura attraverso quel processo di manipolazione che porta un principio ad essere espresso in leggi, decreti e regolamenti, nonché sentenze.

Per orientarsi nel Diritto Positivo occorre avere ben presenti alcuni elementi,

leggete quel che segue come un indice di TAGs per approfondire. 

Di base

  1. Autorità

  2. Legittimità e legalità

  3. La Legge Universale Naturale e le leggi

    1. Da Essere Umano a Persona Umana

    2. Da Individuo a Cittadino

    3. Diritti soggettivi e interessi di merito

  4. Il principio del rispetto del libero arbitrio

Organizzazione di un sistema giuridico 

I principi di base

  1. Principio della Dignità della Persona:

    1. Diritti della Personalità

    2. Diritto all’identità personale

    3. Diritto al Nome

    4. Diritti della Coscienza (sentenza 43/1997)

    5. Diritto alla vita

  2. Principio dell’Habeas Corpus (autonomia e disponibilità della propria

    persona)

    1. Sentenza 99/1980

    2. Sentenza 105/2001

    3. Sentenza 1/1956

    4. Protezione dalla Degradazione Giuridica dell’Essere Umano

      (sentenza 2/1956) come tutela contro la mortificazione della dignità dell’uomo che si verifica in ogni evenienza di assoggettamento all’altrui potere

  3. Principio di Responsabilità Morale

  4. Principio Res Inter Alios Acta Tertio Neque Nocet Neque Prodest

  5. Principio di non maleficenza, Non Maleficent, obbligo di non recare danno

  6. Principio della Gerarchia delle Fonti

  7. Pacta Sunt Servanda

  8. Regole Erga Omnes

  9. Jus Cogens

I Diritti Umani

  1. La Dichiarazione universale dei Diritti Umani

  2. L’applicazione della Gerarchia delle Leggi

  3. La Costituzione della Repubblica Italiana

  4. I diritti fondamentali

    1. I Diritti Inviolabili: L’elemento tipico difatti dei diritti inviolabili è proprio quello di essere irretrattabili dal singolo.

    2. Il Diritto Internazionale Umanitario: I Diritti tutelati a livello internazionale, Il significato della tutela ai diritti umani offerta nella sede sopranazionale

    3. La Garanzia dei Diritti è tutelata o la Tutela dei Diritti è garantita?

  5. La Personalità Giuridica

  1. La matrice entro cui il sistema giuridico, il sistema economico, commerciale e finanziario ingabbiano l’evoluzione della coscienza sostituendola con lo sviluppo del potere (con la “p” minuscola, il potere di ciascuno sugli altri) personale

Il Trust

  1. L’istituto giuridico di origine anglosassone

  2. Disponente, beneficiario e amministratore, Trustee

  3. Trust di Scopo, ad Alto Scopo Umanitario

  4. Fondo del Trust

  5. L’Ente di Gestione del Trust

  6. Gli elementi che attualizzano gli effetti del Trust

  7. Validità del Trust

    1. DUDU-CEDU-848-364-881

    2. I Trattati Internazionali e le ratifiche in Italia (elenco nell’appendice A)

      1. Legge 364/1989

      2. Legge 848/ 1955

      3. Legge 881/1977

    3. La Jersey Law of Trust

Autocertificazione di Legale Rappresentante

    1. LR, l’autocertificazione di Legale Rappresentanza ex L. 445/2000

    2. LR e Apostille

    3. DSAN Trust Costituito

    4. DSAN del fondo del Trust

    5. Lettere di trasmissione, l’Intento

    6. Diritto Amministrativo:

      1. Legge 445/2000

      2. Legge 241/1990 - Silenzio Assenso

      3. Legge 605/1973 - Art.2 la Personalità Giuridica non è assoggettabile alla

        fiscalità

      4. Legge 2231989 - Art. 4 Famiglia anagrafica, Art. 6 Ciascun componente

        ha la responsabilità degli aggiornamenti - Art. 10 mutazioni anagrafiche

        ad istanza dei responsabili di cui all’Art. 6

      5. il decreto sulla valutazione della performance dei dipendenti - Decreto

        legislativo, 25/05/2017 n° 74, G.U. 07/06/20

      6. Prescrizione delle cartelle esattoriali1

    7. Diritto Contrattuale

    8. La Legge sulla Privacy, Diritto al proprio Nome e Cognome, Diritti della

      personalità, Diritto alla Dignità

L’Essere Umano nelle sue espressioni Naturali

  1. Vive

  2. Realizza e connette (condivide)

  3. Trasforma

  4. Notifica con Diffida e Liberatoria

  5. DSAN transazioni non perfezionate, esenzione tassazioni

  6. Una legge che obbliga a pagare le tasse?

La Nazione viene prima dello Stato: il territorio di una nazione appartiene al Popolo formato dagli Esseri Umani nati su di una terra.

L’amministrazione da parte dell’apparato statale è sottoposta a vincoli di scopo definiti nella Carta Costituzionale.

1. La Repubblica Italiana è un Trust trasformato in una società commerciale 1 

https://www.laleggepertutti.it/273656_cartelle-esattoriali-prescrizione

         

  1. Il Governo attuale non è legittimo

  2. La creazione del SOGGETTO GIURIDICO e della Persona FISICA

  3. Lo status di Cittadino: iscritto alla società italia con un contratto invalido

  4. Le leggi che aggrediscono il cittadino: salute, istruzione, lavoro, tasse

UN PO' DI STORIA

  1. Dai canoni all’amministrazione e possesso degli esseri umani

 

Nel 1296 papa Celestino V fu costretto a dimettersi dal Cardinal Caetani e successivamente viene assassinato. 

Il Cardinal Caetani diviene poi Papa con il nome di Bonifacio VIII.

Nel 1302 Papa Bonifacio VIII emana la Bolla Papale Unam Sanctam in cui viene sancito che “Dio ha affidato tutti i beni e le proprietà della Terra al Vaticano.

Considerando che le leggi derivano dai canoni cioè dalle leggi canoniche che rappresentano delle norme o dei principi che traggono il loro valore dal fatto di non essere mai stati contestati.

Considerando ulteriormente che il diritto ha una natura Gerarchica (principio della Gerarchia delle leggi) esso viene fatto discendere dal diritto divino.

La bolla Unam Sanctam stabilisce il rapporto prioritario del Vaticano con Dio e l’affidamento, da Dio stesso determinato, dell’intero pianeta terra al Papa e alla Chiesa.

Nessuno ha mai contestato la Bolla papale del 1302 ed è quindi entrata a far parte dei Canoni su cui si fondano gli ordinamenti giuridici.

Il Vaticano quindi nomina i Francescani e l’ordine dei Gesuiti come esecutori della volontà di Dio e nomina il Papa come amministratore dei beni della Terra.

Nel 1455 papa Nicolo V emana la bolla papale Romanus Pontifex in cui viene sancito  che Dio ha dato il mondo al Papa ed è il Papa che concede “pezzi” di questa Terra ai re.

Nel 1481 Papa Sisto IV emana la bolla papale Aeternis Regis Clementia in cui i “pezzi” concessi ai Re non riguardano solo la Terra ma anche gli esseri umani.

Gli uomini quindi sono di proprietà del Vaticano che li concede in proprietà ed amministrazione ai Re.

 

 

    1. Il 1933 e il sistema Bancario Internazionale

Nel 1929 la grande crisi passata alla storia come il crollo di Wall Street, i governi dei principali stati si ritrovano in bancarotta e nel 1933 gli stati, in accordo con le banche, conferiscono il proprio oro alla BIS, Bank of International Settlements di Basilea in Svizzera, fondata e controllata dai sionisti, dai Gesuiti e dai Cavalieri di Malta nel 1930.

Le Nazioni divengono, a partire da qui, società di diritto privato iscritte al registro per gli scambi commerciali SEC (Securities and Exchange Commission  .

Divengono quindi i possessori del diritto di proprietà sulle persone nate in quello stato.

 

 

    1. Gli anni 30 e l’obbligo di registrazione delle nascite

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